Tra le protagoniste indiscusse delle olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 e con la sua medaglia d’oro al collo, Alysa Liu è diventata un’icona pop non solo per i suoi meriti sportivi legati alla competizione. Facciamo un passo indietro.
Alysa ha cinque anni quando, grazie al padre, indossa i pattini ed entra sulla pista ghiacciata per la prima volta. Inizia a vincere molti titoli raggiungendo l’apice già tra i tredici e i quattordici anni, ma qualcosa inizia a mancare.
Quando la passione si trasforma in pressione si perde la scintilla e Alysa lo sa molto bene. A soli sedici anni infatti sceglie di ritirarsi dalle competizioni per recuperare la normalità che non aveva mai vissuto e per liberarsi dalle pressioni a lei imposte in quanto atleta.
Ai microfoni di Elle Us aveva dichiarato: «Pattinavo tutti i giorni senza un giorno libero: era piuttosto pesante. Fin da bambina mi dicevano cosa potevo o non potevo mangiare, e persino l’acqua era un problema per il peso… Immagina di dirlo a una tredicenne!».
Il suo ritorno in pista è avvenuto proprio in occasione delle scorse Olimpiadi invernali dove l’abbiamo vista gareggiare con il sorriso che lasciava intravedere il piercing sotto al labbro, i capelli a strisce metà biondi e metà castani, ma soprattutto con gioia. Un’immagine molto lontana dall’idea della pattinatrice eterea alla quale siamo abituati.
Lei stessa ha affermato che nessuno avrà più il potere di decidere i suoi ritmi, gli abiti, le musiche e le coreografie da portare in gara.
Alysa Liu magari non ha cambiato la storia ma io ho visto in lei la forza dell’autodeterminazione.
Si tratta chiaramente di un privilegio che molte donne nel mondo non hanno perché probabilmente a molti fa ancora paura.
Vedere un’atleta portare a termine la sua prova godendosi il tragitto e non solo la vittoria è una delle cose più belle che ho visto negli ultimi mesi. Mi ha ricordato l’importanza di fare ciò che si ama e nel modo in cui si ama farlo senza dover per forza rientrare in dei confini disegnati come fossero una “taglia unica” che poco hanno di corrispondente alle diversità di ogni essere umano.
“Nessuno mi dirà più cosa mangiare, quando allenarmi, cosa indossare sul ghiaccio. Questa sono io!” ha dichiarato Alysa, e non possiamo fare altro che prendere e portare con noi questa “lezione” per ricordarci che niente e nessuno ha il potere di limitarci o decidere per noi.
